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Influenza e anziani: i benefici della vaccinazione antinfluenzale

Gli anziani sono tra le categorie più esposte ai danni e alle complicanze dell’influenza, a causa di un sistema immunitario meno efficiente nel contrastare i virus e della frequente presenza di comorbilità. La vaccinazione antinfluenzale ripetuta ogni anno permette di proteggerli da malesseri e rischi evitabili, compresi ricoveri ospedalieri e decessi.

 

Ogni anno, alle nostre latitudini, tra ottobre e novembre si diffondono i virus influenzali, con il picco di circolazione generalmente tra gennaio e l’inizio di febbraio, per poi circolare in modo più o meno consistente fino all'inizio della primavera. A fare attenzione devono essere soprattutto gli anziani, anche se in buono stato di salute generale, perché con l'avanzare dell'età la capacità del sistema immunitario di contrastare i virus influenzali si riduce e i rischi di complicanze, anche gravi, aumentano.

Per questa ragione, ormai da decenni, tutte le istituzioni sanitarie nazionali e internazionali (dal Ministero della Salute all'Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomandano fortemente e attivamente la vaccinazione antinfluenzale stagionale a tutte le persone con più di 65 anni, con o senza patologie croniche di base, che in Italia possono beneficiarne gratuitamente rivolgendosi per tempo al proprio medico di famiglia. Come già nella stagione influenzale 2020-2021, a causa del persistere dell'emergenza Covid-19, anche quest'anno il Ministero della Salute raccomanda fortemente e offre in modo del tutto gratuito e attivo la vaccinazione antinfluenzale stagionale anche alle persone con età compresa tra 60 e 64 anni, al fine di facilitare la diagnosi differenziale tra COVID-19 e influenza, e di ridurre la circolazione del virus influenzale.

A ulteriore tutela di questa fascia di popolazione, la vaccinazione antinfluenzale stagionale è fortemente raccomandata anche a tutti gli operatori sanitari e socio-sanitari che operano a contatto con i pazienti over65 e gli anziani istituzionalizzati in strutture residenziali o di lungodegenza, nonché a familiari (adulti e bambini) e badanti di persone anziane (specie se fragili), a prescindere dal fatto che l'anziano sia vaccinato o meno.

Purtroppo, finora, soltanto poco più della metà degli over65 italiani ha sfruttato regolarmente l'opportunità di vaccinarsi contro i virus influenzali e proteggersi da possibili problemi di salute in caso di infezione, laddove l'obiettivo ottimale in questa fascia d'età sarebbe raggiungere una copertura vaccinale pressoché completa (≥ 95%). Ma perché gli anziani dovrebbero vaccinarsi contro l'influenza?


Influenza negli anziani

Gli anziani sono particolarmente esposti ai danni e ai rischi associati all'influenza stagionale per diverse ragioni. Innanzitutto, già a partire dai 50 anni si osserva il fisiologico invecchiamento del sistema immunitario (immunosenescenza), che progredisce via via negli anni, con graduale riduzione delle difese dell'organismo contro virus e batteri, che possono così causare infezioni più severe e invasive. Ciò fa sì che persone anziane, anche perfettamente sane e in buona forma fisica, possano andare incontro a problemi significativi in caso di influenza.

In aggiunta, gran parte della popolazione con più di 65 anni presenta almeno una patologia cronica che aumenta la fragilità generale dell'organismo e il rischio di complicanze in caso di infezione. Le condizioni di questo tipo più diffuse sono le malattie cardiovascolari (coronaropatie, insufficienza cardiaca, fibrillazione atriale ecc.), il diabete e le malattie respiratorie croniche (principalmente, l'asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva, BPCO). Inoltre, molti tumori diventano più frequenti con l'avanzare dell'età, rendendo più vulnerabili alle infezioni per loro natura (come nel caso delle neoplasie ematologiche) o come conseguenza delle terapie necessarie per contrastarli (chemioterapia). Analogo discorso vale per le malattie infiammatorie e autoimmuni che richiedono trattamenti con farmaci immunomodulanti o immunosoppressivi per essere tenute sotto controllo (artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico ecc.).

Oltre a determinare un generale scompenso dell'organismo e a favorire il peggioramento di eventuali patologie già presenti, l'influenza negli anziani è temuta a causa della polmonite (virale o batterica) che può insorgere come sua principale e più severa complicanza, associata a un elevato tasso di mortalità. Altre importanti complicanze dell'influenza tra gli anziani sono l'infarto e l'ictus cerebrale, soprattutto (ma non solo) tra chi è già affetto da malattie cardiovascolari.

Va considerato, inoltre, che negli anziani ogni patologia acuta che impone diversi giorni di permanenza a letto (in particolare, in ospedale), comporta un declino fisico generale, che può compromettere l'autonomia e la qualità di vita a lungo termine.


Vaccino antinfluenzale

Influenza e polmonite sono incluse tra le prime dieci cause di morte in Italia e i dati indicano che il 63% dei ricoveri e l'85% dei decessi correlati all'influenza riguardano persone con più di 65 anni. La vaccinazione antinfluenzale è il metodo più sicuro ed efficace per proteggersi dall'influenza a ogni età e per gli anziani diventa un vero intervento preventivo "salvavita", poiché è in grado di ridurre in modo significativo i decessi per influenza e, soprattutto, per le sue complicanze.

In aggiunta, la vaccinazione antinfluenzale rappresenta un'importante opportunità di risparmio, sia per il sistema sanitario sia per il singolo, dal momento che riduce la spesa per i farmaci necessari per controllare i sintomi (antinfiammatori, antipiretici, antibiotici in caso di sovrainfezioni batteriche ecc.) e per i ricoveri ospedalieri, nonché i giorni di lavoro persi a causa dell'influenza (contratta in prima persona, per chi è ancora professionalmente attivo, o dai familiari che si occupano dell'assistenza all'anziano).


Le raccomandazioni del Ministero della Salute

In considerazione dei molti benefici e della sostanziale assenza di rischi ed effetti collaterali del vaccino contro l'influenza (in tutte le formulazioni disponibili), tutti gli anziani dovrebbero avvalersene ogni anno, assumendolo non appena disponibile, all'inizio della stagione influenzale (ossia, di norma tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre).

Dal momento che ogni giorno trascorso senza vaccino antinfluenzale è un giorno in cui si è a rischio di contrarre l'influenza e di scontarne le complicanze, è caldamente consigliabile attivarsi fin dall'inizio di ottobre per prenotare la propria dose e pianificarne la somministrazione con il supporto del proprio medico di Medicina generale. Se, per ragioni pratiche od organizzative, non si riesce ad accedere al vaccino antinfluenzale fin dall'inizio dell'autunno, è comunque possibile effetuare la vaccinazione anche in un momento successivo, a epidemia già in corso, a patto che nel frattempo non si abbiano ancora avuti sintomi influenzali. Bisogna ricordarsi che non è mai troppo tardi vaccinare, in particolare i pazienti fragili, per i quali l’influenza può significare gravi complicanze.

Un'avvertenza da non trascurare riguarda l'importanza di vaccinarsi prima delle festività natalizie, soprattutto se si prevedono festeggiamenti e interazioni con molte persone che non si frequentano abitualmente.

Gli anziani possono assumere senza problemi tutti i vaccini antinfluenzali disponibili in commercio. Tuttavia, dal momento che con l'avanzare dell'età la risposta anticorpale è meno marcata, dopo i 65 anni è preferibile utilizzare vaccini antinfluenzali con una copertura più estesa e specificamente studiati per stimolare il sistema immunitario degli anziani, in grado, quindi, di offrire un maggior livello di protezione dall'influenza.

In particolare, negli anziani è consigliabile l'uso di un vaccino quadrivalente ad "alto dosaggio" (QIV-HD) di antigeni dei principali virus influenzali in circolazione, che permette di aumentare la produzione di anticorpi specifici rispetto ai vaccini standard. In alternativa, può essere usato un vaccino quadrivalente "adiuvato" con MF59 (aQIV), sostanza capace di stimolare maggiormente la risposta immunitaria. Anche gli altri vaccini antinfluenzali (a dosaggio standard e non adiuvati) possono comunque essere utilizzati dopo i 65 anni.

In tutti i casi, per ottenere un'adeguata protezione è sufficiente una singola somministrazione, con iniezione sottocute nella parte alta del braccio. Anche se nessuno dei vaccini disponibili può garantire un'immunità al 100% dai virus influenzali, gli studi hanno dimostrato che la vaccinazione contro l'influenza è comunque vantaggiosa perché permette di sviluppare sintomi più lievi e minori complicanze in caso di infezione. Nell'ottica di prevenire la polmonite da streptococco che può insorgere come complicanza severa e talvolta letale dell'influenza, in aggiunta alla vaccinazione antinfluenzale stagionale (da effettuare ogni autunno), negli anziani è raccomandata anche la vaccinazione antipneumococcica (da effettuare una sola volta nel corso della vita e gratuita per tutti gli over65).


Bibliografia essenziale

Centers for Disease Control and Prevention (CDC). People 65 years and older & influenza. Last reviewed August 26th 2021
https://www.cdc.gov/flu/highrisk/65over.htm
(ultimo accesso 28 settembre 2021)

World Health Organization (WHO). Influenza (Seasonal). Last update 2018
https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/influenza-(seasonal)
(ultimo accesso 28 settembre 2021)

Ministero della salute. Influenza, la circolare con le raccomandazioni per la stagione 2021-2022
https://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=5422
(ultimo accesso 28 settembre 2021)