Sicurezza dei vaccini: sfatiamo i falsi miti

I vaccini sono uno degli strumenti di salute pubblica più efficaci. Esistono tante leggende e fake news sulla loro presunta pericolosità, ma la ricerca scientifica ha continuamente confermato la loro sicurezza ed efficacia.

I vaccini rappresentano uno dei più strepitosi successi della medicina moderna. Le campagne nazionali e internazionali di immunizzazione costituiscono un esempio da manuale di intervento efficace di sanità pubblica, con un impatto inestimabile sul numero di infezioni, complicanze e morti evitate.

Tuttavia, non mancano periodicamente allarmi ingiustificati e paure infondate che minano la fiducia nella pratica vaccinale, comportando pericolosi cali della copertura vaccinale nella popolazione.
 

I vaccini sono i farmaci più controllati al mondo

La premessa è d’obbligo: i vaccini sono farmaci e, come tali, possono generare effetti collaterali e reazioni avverse. Sono questi fenomeni la causa principale del rifiuto o dell’esitazione a vaccinarsi, ossia quell’insieme di dubbio, incertezza e indecisione che riduce l’adesione alle campagne vaccinali.

Paradossalmente, è stato il successo dei vaccini a favorire lo sviluppo di un ambiente in cui tali preoccupazioni hanno attecchito: i vaccini hanno pressoché azzerato alcune malattie (come la poliomielite) e la mancata percezione del pericolo costituito dalle patologie infettive può ingigantire i timori legati alla vaccinazione.

In realtà, i vaccini sono i farmaci più controllati al mondo: non solo prima dell’ingresso nella pratica clinica devono passare attraverso rigorosi studi scientifici come tutti gli altri farmaci, ma sono anche sottoposti a una vigilanza strettissima dopo la commercializzazione, che consente di monitorare qualunque reazione anomala.

L’Italia è all’avanguardia per quanto riguarda l’organizzazione e la trasparenza del sistema di vaccino-vigilanza e sono di pubblico dominio anche gli annuali rapporti dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco.

La sicurezza dei vaccini è dunque dimostrata da studi che vengono effettuati sia prima dell’autorizzazione sia dopo l’immissione in commercio. Inoltre, è ben evidente che gli effetti collaterali gravi da vaccino hanno una frequenza decisamente più bassa di quelli delle malattie da cui proteggono.


Vaccini: i rischi reali

Tutti i farmaci possono avere effetti collaterali. I vaccini, tuttavia, sono oggetto di attenzioni particolari nonostante siano somministrati molto meno frequentemente rispetto ad altri farmaci anche di automedicazione.

Bisogna poi fare una precisazione: seguendo un principio di prudenza, i sistemi di vaccino-vigilanza segnalano tutti gli eventi avversi che seguono una vaccinazione. Occorre però tenere ben presente che una relazione temporale non è sempre sinonimo di relazione causa-effetto: due cose possono accadere una dopo l’altra per semplice effetto del caso.

Ecco perché sono necessari tanti studi e numerosi dati prima di affermare con certezza che un vaccino è responsabile di un determinato problema. Nel 2019 in Italia, secondo l’AIFA, sono state somministrate più di 23 milioni di dosi vaccinali: le reazioni segnalate sono state appena 22 ogni 100.000 dosi, per un totale di quasi 7000 se rapportate al totale di dosi somministrate, di cui le più importanti sono state febbre, reazioni locali (dolore, rigonfiamento nella sede d’iniezione), reazioni cutanee generalizzate, irritabilità, vomito, orticaria. Come si vede, si tratta di reazioni lievi e reversibili che possono manifestarsi anche dopo l’assunzione di tanti altri tipi di farmaci.

È fondamentale ovviamente vaccinarsi sotto supervisione medica: infatti, una valutazione preliminare permette di escludere eventuali controindicazioni assolute, come l’allergia nota a un componente del vaccino con rischio di shock anafilattico, e relative, come uno stato febbrile moderato-grave per il quale la vaccinazione va semplicemente rimandata.


Fake news sui vaccini

Posto che i vaccini sono associati a un rischio estremamente basso di reazioni avverse, di gran lunga inferiore a quello di tanti farmaci di più comune e frequente utilizzo, c’è un altro scoglio da superare: quello dei falsi miti che si sono costruiti attorno alla pratica vaccinale, fonte di paure senza fondamento.

Per fortuna, numerosi studi smentiscono questi falsi miti e una corretta divulgazione scientifica è il miglior antidoto contro tali “bufale”. Qui di seguito facciamo un po’ di chiarezza sulle fake news più diffuse sulla base dei dati scientifici disponibili.


I vaccini contro Morbillo, Parotite e Rosolia (MPR) fanno venire l’autismo?

In passato il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia è stato accusato di rientrare tra le possibili cause di disturbi dello spettro autistico e ciò ha contribuito ad allontanare molte persone dalla vaccinazione. Questa falsa credenza è legata a una pubblicazione fraudolenta che risale alla fine degli anni Novanta, il cui autore, il gastroenterologo inglese Andrew Wakefield, ipotizzò il possibile collegamento tra vaccinazione e autismo, che venne però smentito da tutte le pubblicazioni successive. Non solo, il medico inglese confessò di aver manipolato i dati per interessi personali e fu radiato dall’Ordine dei medici del Regno Unito. Il vaccino per il morbillo e i vaccini in generale non solo non provocano l’autismo, ma sono presidi sicuri e ben tollerati, con rarissimi effetti collaterali.


I vaccini indeboliscono il sistema immunitario?

I dati epidemiologici e immunologici confutano il concetto che i vaccini smorzino la risposta immunitaria. Non è stata infatti osservata alcuna associazione tra un numero crescente di vaccinazioni e ricoveri per infezioni non coperte dai vaccini.


Vaccinare i bambini nei primi due anni di vita ha effetti negativi sullo sviluppo neurologico?

Un’altra preoccupazione è che il numero di antigeni a cui i bambini sono esposti nel primo anno di vita possa avere effetti negativi sullo sviluppo neurologico. Gli studi scientifici hanno smentito questa falsa convinzione, dimostrando non solo l’assenza di una correlazione, ma anche la mancanza di una differenza negli esiti neuropsicologici tra i bambini che sono stati vaccinati nel primo anno di vita rispetto a quelli in cui la vaccinazione è stata posticipata.


I vaccini contengono metalli pesanti tossici per l’uomo?

Nei vaccini non sono presenti metalli pesanti, ma adiuvanti, come i sali di alluminio, in concentrazioni molto al di sotto dei livelli ritenuti pericolosi. I sali sono sostanze totalmente diverse dai metalli poiché hanno una formula molecolare diversa. Il mercurio è stato abbandonato già nel 2002, sebbene numerosi e vasti studi clinici abbiano dimostrato la sua non-tossicità nelle quantità e nelle forme contenute nei vaccini. I vaccini in tal senso non differiscono da tutti gli altri farmaci, che contengono anch’essi eccipienti e altre sostanze utili a mantenere la stabilità del principio attivo e a favorirne l’assorbimento da parte dell’organismo.


I vaccini causano malattie autoimmuni?

Uno dei falsi miti sui vaccini riguarda la possibilità che la loro somministrazione sia associata a malattie autoimmuni tra cui il diabete di tipo 1, la sindrome di Guillain Barré e la sclerosi multipla. Per quanto riguarda in particolare i vaccini antinfluenzali, i dati attuali indicano che non sono in grado di indurre il diabete di tipo I né tantomeno la sclerosi multipla. Per quanto riguarda la possibile associazione tra la sindrome di Guillian Barrè (condizione che può manifestarsi comunemente in seguito a un’infezione gastrointestinale o a un’infezione respiratoria acuta, tra cui l'influenza) e la vaccinazione antinfluenzale, i dati raccolti fino ad ora sono variabili e incoerenti e comunque insufficienti per accettare o rigettare in maniera categorica tale relazione. Anzi, alla luce delle evidenze disponibili, l'immunizzazione annuale con il vaccino antinfluenzale è un’importante pratica di sanità pubblica che deve essere continuata e incoraggiata per prevenire la morbosità e la mortalità causate da questa malattia.


I vaccini sono sicuri in gravidanza

La somministrazione di vaccini alle future mamme ha la potenzialità di proteggere i bambini più vulnerabili da malattie gravi e morte, oltre a proteggere le donne stesse in una fase della loro vita in cui la funzione immunitaria risulta alterata. Nella maggior parte dei Paesi ad alto reddito si raccomanda di somministrare i vaccini contro l'influenza e la pertosse (Tdap) durante la gravidanza, mentre il vaccino contro il tetano rimane una raccomandazione in contesti in cui è ancora elevato il rischio di tetano neonatale. La sfida più grande per i sistemi sanitari riguardo l'adozione della vaccinazione in gravidanza non è tanto la mancanza di dati sulla loro sicurezza, ma l'incapacità di comunicarlo adeguatamente alle future mamme. Attualmente sono in fase di sviluppo numerosi vaccini destinati a essere somministrati alle donne in gravidanza, compresi i vaccini che proteggono contro il virus respiratorio sinciziale, lo streptococco di gruppo B, il virus Zika e il Citomegalovirus (CMV), tutti agenti infettivi che causano malattia pericolose in epoca neonatale.

 

Bibliografia essenziale

Rapporto vaccini AIFA 2019.
 Rapporto_Vaccini_2019.pdf
(aifa.gov.it)


De Stefano, F., et al., Principal Controversies in Vaccine Safety in the United States, Clin Infect Dis, volume 69, issue 4, pages 726–731, 2019.
https://doi.org/10.1093/cid/ciz135


Vaccinazioni. Fake news. Ministero della Salute. 
https://www.salute.gov.it/portale/vaccinazioni/archivioFakeNewsVaccinazioni.jsp
(ultimo accesso 10 settembre 2021) 

Geoghegan S. et al. Vaccine Safety: Myths and Misinformation. Front Microbiol. 2020; 11: 372 
 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7090020/