Complicanze dell’influenza: categorie a rischio e vaccino antinfluenzale

L’influenza è prevenibile con la vaccinazione, intervento che protegge in primis le categorie più a rischio di complicanze, come anziani, donne in gravidanza e persone con patologie croniche.

L’influenza  è una delle malattie infettive più diffuse e comuni che in Italia si presenta durante la stagione invernale, con un picco verso gennaio-febbraio.

A causa sia della sua grande frequenza che diffusione, viene spesso sottovaluta, sebbene possa causare gravi complicanze e rivelarsi in alcuni casi addirittura fatale, soprattutto in alcune categorie di persone a rischio.

Ogni anno nel mondo il virus influenzale colpisce tra il 5-15% della popolazione adulta, arrivando a infettare fino a 1 miliardo di persone. L’incidenza sale al 20-30% nei bambini. Tra i 3 e i 5 milioni di casi di influenza riportati annualmente evolvono in complicanze, che causano il decesso in circa il 10% dei casi (vale a dire da 300 a 600 mila persone), soprattutto tra i gruppi di soggetti a rischio, ovvero bambini sotto i 5 anni, anziani e persone con condizioni croniche. A questi si aggiungono i decessi legati ad altre patologie preesistenti, come quelle cardiache, che con l’influenza possono peggiorare.

Gli effetti del virus influenzale non sono uguali nel mondo. Nei Paesi industrializzati l’infezione si rivela fatale soprattutto tra le persone di età superiore ai 65 anni, mentre si stima che nei Paesi in via di sviluppo l’influenza mieta diverse vittime in particolar modo tra i bambini.
 

Complicanze dell’influenza e categorie a rischio

La maggior parte delle persone che sviluppa l’influenza guarisce in un periodo che varia da alcuni giorni a meno di due settimane. Tuttavia, alcuni individui possono sviluppare complicanze: sinusiti e otiti sono esempi di complicanze di modesta gravità, mentre la polmonite è una complicanza seria dell’influenza, che può essere causata dallo stesso virus influenzale oppure essere conseguenza di sovra infezioni batteriche.

Altre complicazioni gravi includono la miocardite, l’encefalite, l’insufficienza respiratoria acuta, la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) nonché l’insufficienza multiorgano (per esempio respiratoria e renale). In alcuni casi l’influenza può addirittura causare una risposta infiammatoria estrema e portare alla sepsi. Inoltre, può causare un peggioramento di malattie croniche preesistenti: per esempio, persone affette da asma possono andare incontro a crisi asmatiche quando sviluppano l’influenza, mentre chi soffre di malattie cardiovascolari può avere ricadute e peggioramenti.

Come già accennato, chiunque può contrarre l’influenza in forma importante, ma ci sono alcune categorie di persone che rischiano maggiormente di sviluppare serie complicanze se si ammalano, in particolare i bambini piccoli, sotto i cinque anni e ancor più sotto i due anni, e gli individui sopra i 65 anni. Nei primi, il sistema immunitario, per definizione, non è ancora maturo e può non garantire un’adeguata protezione. Negli over65 e negli anziani in generale il problema è rappresentato dal fatto che all’influenza si sommano una maggiore fragilità dovuta all’invecchiamento, in particolare all’immunosenescenza, ovvero l’invecchiamento biologico del sistema immunitario, e la concomitante presenza di altre patologie.

A rischio sono anche tutti i soggetti con qualche forma di immunodepressione, legata per esempio a tumori, infezione da HIV, trapianti d’organo e qualunque altra forma di immunodeficienza.
Tra i soggetti più esposti a complicanze rientrano inoltre le persone affette da obesità, disordini ematologici, diabete mellito
, malattie del fegato, nonché malattie croniche a carico di apparati come quello renale, respiratorio, cardiocircolatorio e neurologico.
In presenza di queste condizioni l’influenza ha maggiori probabilità di avere un decorso più grave, con complicanze anche fatali. Nei soggetti con alterazione del sistema immunitario, ciò accade perché il virus non incontra la giusta “resistenza” nella sua invasione dell’organismo e può colpire con più violenza i principali organi e apparati. Nei soggetti con patologie croniche, come quelle segnalate, il virus è insidioso perché altera una condizione di fragile equilibrio a causa della violenta reazione infiammatoria che innesca.

Tra le categorie di persone nei confronti delle quali occorre avere un occhio di riguardo rientrano infine anche le donne in gravidanza e gli operatori sanitari. Una donna in “dolce attesa”, anche se non affetta da alcuna patologia, non solo ha un rischio maggiore di influenza grave, ma è anche a rischio di importanti complicanze gravidiche quali sofferenza fetale, parto pretermine, basso peso del neonato alla nascita. Gli operatori sanitari, invece, se non vaccinati, espongono i pazienti con cui entrano in contatto al rischio di contagio.
 

Prevenire l’influenza con il vaccino antinfluenzale

Il pilastro della prevenzione dell’influenza è rappresentato, oltre che da misure di igiene e protezione individuale, anche dalla vaccinazione antinfluenzale, che in Italia viene offerta attivamente e gratuitamente alle persone per le quali l’infezione potrebbe essere particolarmente grave o avere risvolti pericolosi.

Tra le categorie per le quali la vaccinazione stagionale è raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente, rientrano le seguenti.

Persone con alto rischio di complicanze dell’influenza

- individui con più di 65 anni*

- residenti in case di riposo

- adulti e bambini di età superiore ai 6 mesi con malattie croniche cardiocircolatorie o respiratorie (tra cui l’asma)

- adulti e bambini sopra i 6 mesi con malattie metaboliche (come il diabete), disfunzioni renali, malattie del sangue

- soggetto con ridotta capacità di produrre anticorpi

- donne che all’inizio della stagione influenzale si trovano in qualunque fase della gravidanza e nel periodo “postpartum”.

*Anche per la stagione 2021-2022, a causa del permanere dell’emergenza COVID-19, la vaccinazione antinfluenzale è fortemente raccomandata e può essere offerta gratuitamente nella fascia d’età 60-64 anni.

Persone che possono contagiare soggetti a rischio

- personale di ospedali e case di riposo

- persone che assistono soggetti a rischio (compresi i familiari).

Persone ad alto rischio di contagio

- addetti a servizi pubblici di interesse collettivo (poliziotti, vigili del fuoco ecc.)

- soggetti che vivono in comunità chiuse (studenti in collegio)

- soggetti che, per motivi di lavoro, sono a contatto con animali (allevatori, veterinari, ecc.).

Il vaccino antinfluenzale viene somministrato in una singola dose, tranne che nell’età infantile. Nei bambini sotto i 9 anni di età, mai vaccinati in precedenza, si raccomandano infatti due dosi, da somministrare a distanza di almeno quattro settimane.

La composizione del vaccino antinfluenzale viene aggiornata ogni anno secondo le indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che verifica periodicamente, attraverso una rete di sorveglianza costituta da più di 140 laboratori in tutto il mondo, quali sono i ceppi di virus influenzale che circolano per preparare il vaccino idoneo. A febbraio si decide il vaccino per l'inverno successivo nell' emisfero Nord (novembre-marzo); il secondo vaccino, formulato a settembre, sarà utilizzato nell'emisfero Sud (maggio e ottobre).

Per quanto riguarda l’efficacia del vaccino antinfluenzale, gli studi mostrano che può contribuire a ridurre il rischio di ospedalizzazione per influenza e le sue complicazioni, con un’efficacia tanto maggiore quanto più alta è la copertura nella popolazione, in modo da ostacolare la diffusione del virus. Secondo la letteratura internazionale, il grado di protezione della vaccinazione oscillerebbe tra il 50-90%, variando in funzione dell’efficacia del singolo vaccino, che è legata al livello di correlazione tra i virus usati per realizzarlo e quelli che poi effettivamente circoleranno e saranno infettanti.

La prevenzione dell’influenza, come già accennato, non passa solo dalla vaccinazione, ma anche dalla messa in atto di alcune norme igieniche.

Le principali regole per evitare il contagio e la diffusione dell’influenza, riconosciute anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono le seguenti:

- coprire con un fazzoletto naso e bocca quando si starnutisce e gettare il fazzoletto nella spazzatura dopo averlo usato
- lavare spesso le mani con acqua e sapone specialmente dopo avere tossito o starnutito e dopo aver frequentato luoghi pubblici; sono utili ed efficaci anche gel a base di alcol
- cercare di evitare contatti con persone che presentano sintomi influenzali

- evitare di toccare occhi, naso e bocca perché i germi si diffondono proprio in questo modo
- in caso di influenza, rimanere a casa e limitare i contatti con altre persone per evitare di infettarle.

Bibliografia essenziale

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Circolare Ministeriale: “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2021-2022"