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NON FARTI FERMARE


L’influenza è una silenziosa minaccia

L’influenza è una malattia tutt’altro che banale. È un problema di tutti. E anche molto serio. Può colpire in ogni fascia d’età: la maggior parte delle persone guarisce in pochi giorni, ma il virus non è da sottovalutare perché può innescare eventi cardio-cerebrovascolari1. È infatti dimostrato da studi che la settimana successiva all’episodio influenzale, il rischio di avere un infarto acuto del miocardio aumenta di 10 volte e il rischio di avere un ictus cerebrale di 8 volte1. Le persone che con maggiore probabilità incorrono in questi eventi sono gli anziani oltre i 65 anni di età e quelle che soffrono di patologie cardiovascolari croniche o che hanno condizioni di rischio pregresse come l’ipertensione, l’obesità, una storia familiare di infarto o ictus. Tuttavia, il rischio è documentato anche per persone sane e di soli 40 anni1.



Come può l’influenza provocare infarti e ictus?

Che l’influenza possa essere la causa scatenante di un evento cardiovascolare è dimostrato, mentre ci sono diverse ipotesi riguardo ai motivi per cui ciò avviene. Durante il fisiologico processo infiammatorio che il virus induce, fondamentale per l’organismo che deve reagire al virus, può avvenire un eccessivo rilascio di citochine. Le citochine sono proteine che si legano a specifici recettori presenti sulla membrana delle nostre cellule e danno alle cellule un’istruzione specifica. In particolare, quelle che si legano alle cellule del sistema immunitario svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione della coagulazione del sangue: un’eccessiva produzione di coaguli potrebbe portare alla formazione di trombi, responsabili di ictus cerebrali. Se già esiste una placca lungo un’arteria coronarica, nel caso di persone con pregresso rischio cardiovascolare, il verificarsi di un ictus è allora più probabile: la placca può rompersi e le sostanze che la compongono, prevalentemente grassi e tessuto cicatriziale, occludere l’arteria e formare trombi2.

Inoltre, il virus influenzale predilige le cellule dell’apparato respiratorio e quindi può ridurre il normale afflusso di sangue ed ossigeno al cuore2.

L’infiammazione induce tachicardia, visto che la febbre fa aumentare la frequenza del battito cardiaco e la parete del cuore viene conseguentemente esposta a “stress”. Anche la muscolatura delle arterie è vittima di “stress” dovuto al processo infiammatorio, da cui può conseguire una vasocostrizione, che è un fattore predisponente per l’infarto. Come se non bastasse, a volte il virus potrebbe trovare spazio anche in “territori” dove invece non dovrebbe replicarsi, fuori dall’apparato respiratorio. Quando ciò accade si può verificare una miocardite, ovvero un’infiammazione del miocardio con conseguente possibile insorgenza di scompenso e aritmie anche gravi2.

La vaccinazione è la miglior difesa

L’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce da tempo il legame tra influenza ed eventi cardio-cerebrovascolari, così come le altri gravi condizioni cliniche che l’influenza può provocare. E per questo riconosce il valore della prevenzione dell’influenza come importante arma nella lotta alle maggiori sfide di salute globali e che la vaccinazione antinfluenzale è la miglior forma di prevenzione3.

Il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione a tutta la popolazione, in particolar modo alle persone più fragili ritenute a maggior rischio, alle quali è offerta gratuitamente4.

I vaccini antinfluenzali in commercio sono sicuri ed efficaci, poiché sottoposti a una serie di controlli sia prima che dopo la loro prima commercializzazione4.



Bibliografia essenziale

1 - Warren Gash C et al. Eur Respiratory Journal 2018:51

2 - Udell JA et al.Does influenza vaccination influence cardiovascular complications? Exp Rev Card Ther 2015; 593-596

3 - WHO Global influenza strategy 2019-2030

4 - Ministero della salute
http://www.salute.gov.it/portale/influenza/dettaglioFaqInfluenza.jsp?lingua=italiano&id=103
(ultimo accesso Maggio 2020).


Autorizzato dal Ministero della Salute in data 27/07/2020